Bosnia in auto
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Rete stradale
La rete autostradale in Bosnia ed Erzegovina è ridotta all'essenziale: l'unico tratto dove si guida a velocità autostradale per una distanza significativa è l'A1, che collega Sarajevo a Zenica a nord e scende verso Mostar a sud. I pedaggi sull'A1 si pagano ai caselli in base ai chilometri percorsi, accettando sia contanti che carta, e le tariffe sono tra le più basse d'Europa, ma è bene verificare i prezzi aggiornati prima di partire. Tutto il resto del paese è fatto di strade a due corsie tra montagne, curve strette, pendenze ripide e qualche rischio di caduta massi. Le distanze sulla carta ingannano: un percorso che sembra breve può richiedere il doppio del tempo previsto.
Alcune regole differiscono da quanto gli automobilisti italiani sono abituati. Il limite di alcol nel sangue è 0,03%, inferiore a quello italiano, il che equivale in pratica al divieto assoluto di bere prima di mettersi al volante. I fari devono essere accesi sempre, a qualsiasi ora e con qualsiasi condizione meteo. Dal 15 novembre al 15 aprile sono obbligatori i pneumatici invernali o quattro stagioni con marcatura M+S, e nelle zone montane è necessario portare le catene a bordo. L'infrastruttura per la ricarica dei veicoli elettrici è quasi assente fuori da Sarajevo.
Ciò che non ha equivalenti in Italia è la presenza di mine antiuomo in alcune aree rurali e boschive lungo le ex linee del fronte della guerra 1992-1995. I cartelli di avvertimento sono ancora in uso nelle zone interessate. Bisogna restare sempre sulle strade asfaltate e sui sentieri segnalati, senza mai avventurarsi in campi o boschi privi di segnaletica. In Italia questo tipo di rischio non esiste, e per un automobilista italiano l'abitudine di non uscire dalla carreggiata assume qui un significato del tutto diverso.
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